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Pavimenti per esterni in calcestruzzo: la pendenza giusta per il deflusso delle acque

Pavimenti per esterni in calcestruzzo: la pendenza giusta per il deflusso delle acque

pavimenti per esterni in calcestruzzo

 

Quando si tratta di pavimenti per esterni, il calcestruzzo è fantastico. Infatti, consente di effettuare diversi tipi di lavorazioni e finiture, offre la possibilità di eseguire numerose personalizzazioni e presenta importanti caratteristiche, in grado di garantire resistenza, durabilità e solidità. Perciò, è ovvio: si tratta di un materiale utile e adatto a diversi contesti, dai parcheggi ai depositi all’aperto, dai cortili dei condomini all’outdoor dei locali. Tuttavia, se questi pavimenti non vengono realizzati con la giusta pendenza, i problemi da affrontare potrebbero essere considerevoli, in particolare per il deflusso delle acque.

Qual è la pendenza ideale per evitare i ristagni d’acqua?

Per avvalersi di un’ottima pavimentazione in calcestruzzo, è utile sapere che una pendenza minima, come ad esempio dello 0,2/0,3% e quindi di 2-3 millimetri al metro, è praticamente impercettibile… sia per noi che per l’acqua che dovrebbe defluire! In pratica, per assicurare un corretto deflusso delle acque meteoriche verso i punti di raccolta ed evitare i ristagni d’acqua, è necessario considerare una pendenza molto più accentuata che, fortunatamente, resta comunque non invasiva.

A questo punto, entra in gioco persino la norma UNI 11146, che tratta i “Criteri per la progettazione, la costruzione e il collaudo di pavimenti in calcestruzzo”. Essa afferma che per sfatare il rischio di ristagno dell’acqua, la pendenza delle pavimentazioni esterne in calcestruzzo dovrebbe essere di almeno 15 millimetri al metro. Per molte persone, questa misura sembra eccessiva, ma la verità è un’altra: l’acqua ha bisogno di un aiuto per defluire e una pendenza minore di 15 millimetri serve a poco.

pavimenti per esterni in calcestruzzoQualche millimetro può fare la differenza

Chiaramente, la pendenza prevista è un po’ “larga”, nel senso che è stata studiata per fare in modo che gli errori millimetrici non possano bloccare o peggiorare il deflusso dell’acqua. Infatti, il margine di errore umano, soprattutto per le pavimentazioni esterne in calcestruzzo realizzate “a mano”, esiste eccome, e quindi era assolutamente necessario contemplarlo. Pertanto, la norma UNI 11146 ha pensato anche a questo, senza dimenticarsi i problemi di imbarcamento che possono presentarsi nel tempo.

Infatti, le piastre di calcestruzzo sono soggette agli imbarcamenti dovuti all’usura e non solo. Quando il materiale è ancora semi-fluido, presenta una notevole quantità di acqua al suo interno che, però, dopo la posa, inizia a evaporare. Tuttavia, non ogni parte si asciuga con la stessa rapidità ed è ovvio: le parti esposte all’aria ci metteranno molto meno rispetto alle altre parti interne. Questo comporta una perdita di volume diversa tra un’area della pavimentazione e l’altra. Il risultato? Gli strati sottostanti a quello superficiale iniziano a presentare alcune deformazioni che, conseguentemente e inevitabilmente, vanno ad imbarcare il pavimento da esterno.

Usando la pendenza corretta, è possibile evitare che questo problema causi uno scorretto deflusso delle acque e quindi che si creino ristagni. In poche parole, la pendenza giusta rende i pavimenti per esterni in calcestruzzo più funzionali e duraturi.

Affidandovi al nostro staff, non potrete rischiare: le pendenze sbagliate non piacciono neanche a noi!

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